La Terapia Breve Strategica è
un approccio originale alla formazione e alla soluzione
dei problemi umani che presenta specifici fondamenti teorici e
prassi applicative in costante evoluzione sulla base della ricerca
empirica.
Come
funziona il problema, anziché perché esiste, è il focus clinico che
contraddistingue il nostro approccio dalle convenzionali forme di
terapia. Ciò gli ha permesso di diventare uno dei modelli di terapia
più efficaci per risolvere i problemi psicologici.
Infatti,
i risultati ottenuti con interventi
strategici applicati e ben strutturati attuati a migliaia di casi.
Dalla sua origine lo studio di terapia
breve strategica di Ancona in linea con il CTS di Arezzo sta
dimostrando che è possibile risolvere velocemente ed efficacemente la
maggior parte delle patologie
psicologiche.
La psicoterapia breve è un
processo limitato nel tempo, rivolto ad un obiettivo circoscritto e ad
un'azione preventiva mediante l'uso flessibile di diverse tecniche ed
un ruolo attivo del terapeuta su pazienti selezionati motivati, in grado di procedere
nell'autogestione delle proprie problematiche.
La Brief Strategic Therapy quindi analizza le cosiddette "Tentate Soluzioni”, o quelle
soluzioni inefficaci, che svelano la struttura del problema,
e cerca di costruire strategie alternative che interrompono il circolo
vizioso fra soluzioni inefficaci e sintomo.
Le tecniche impiegate agiscono sulla percezione problematica del
paziente consentendogli il superamento delle resistenze e facendo fare
piccole azioni che fanno arrivare a sperimentare le emozioni
desiderate. In sintesi, il paziente giunge a superare una situazione
per lui problematica senza riconoscerla come tale, perché la sua
attenzione o il suo modo di vedere sono stati opportunamente guidati
dal terapeuta.
Si
tratta di un intervento terapeutico breve (tra 10-20 sedute) che si occupa da una parte di eliminare i
sintomi invalidanti e/o i comportamenti
disfunzionali per i quali la persona chiede aiuto, dall'altra, di
produrre il cambiamento delle modalità attraverso cui questa
costruisce la propria realtà personale e interpersonale. Di
conseguenza, la Terapia Breve Strategica Sistemica rappresenta un intervento
radicale e duraturo e non una terapia superficiale e meramente
sintomatica.
A
differenza delle tradizionali teorie psicologiche e psichiatriche un terapeuta strategico non utilizza nessuna teoria sulla “natura
umana” e, di conseguenza, nemmeno definizioni relative alla
“normalità” o “patologia”
psichica. Seguendo quest'ottica il terapeuta
strategico-sistemico si interessa della “funzionalità” o
“disfunzionalità” del comportamento
delle persone e del loro modo di rapportarsi con la propria realtà.
Quando
ci troviamo di fronte ad una difficoltà – sia essa personale,
relazionale o professionale - la prima cosa che ci viene da fare
per risolverla è utilizzare una strategia che ci appare produttiva,
magari perché ha funzionato nel passato per una difficoltà simile.
Se la strategia scelta funziona, la difficoltà si risolve in breve
tempo. Capita però, talvolta, che la nostra strategia non funzioni
come ci saremmo aspettati e che questo ci porti a intensificare
ulteriormente i nostri sforzi in quella direzione, dal momento che la
soluzione pensata ci appare ancora la più logica, ovvia, o la unica
possibile. Ma più applichiamo questo strategia più la difficoltà iniziale sembra non solo non risolversi, ma addirittura complicarsi,
trasformandosi in un vero e proprio problema strutturato.
In
questi casi sono proprio gli sforzi che la persona compie in direzione
del cambiamento a mantenere la situazione immutata. Questi sforzi, da
noi definite “Tentate Soluzioni”, messe in atto dal soggetto e
dalle persone a lui vicine per cercare di risolvere il problema,
finiscono per alimentare determinando così la persistenza del
problema.
Questi
tentativi di soluzione sono spesso riconosciuti dalla persona stessa
come non funzionali, tuttavia non si riesce a fare altrimenti e si
arriva a sviluppare così una radicata sfiducia nella possibilità di
un cambiamento della propria situazione problematica.
Da
un punto di vista strategico,
quindi, per cambiare una situazione
problematica non è necessario svelarne le cause originarie
(aspetto su cui, peraltro, non si avrebbe più alcuna possibilità di intervento),
ma lavorare su come questo si mantiene nel presente, grazie alla
ridonante ripetizione delle “tentate soluzioni” adottate, da noi
considerate “riduttori di complessità”.
Per
questo motivo, il terapeuta
strategico, individuando come reagisce il paziente ovvero sulle
sue Tentate Soluzioni, si focalizza fin dal principio della terapia sul bloccarle e rompere il circuito vizioso che si è venuto a
stabilire tra le tentate soluzioni e la persistenza del problema.
Per fare ciò si lavora sul presente piuttosto che sul passato, su
“come funziona” il problema piuttosto che sul “perché esiste”, sulla ricerca delle
“soluzioni” piuttosto che sulle “cause”.
Scopo
ultimo dell'intervento
terapeutico diviene così lo spostamento del punto di osservazione
del soggetto dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale
(che si esprimeva nelle “tentate soluzioni”) ad una prospettiva più
elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta. In questo
modo la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità e stereotipia, sviluppando un ventaglio di diverse
possibili strategie risolutive.
L’intervento strategico è di tipo attivo e prescrittivo; produce risultati già dalle prime
sedute. Se questo non avviene, il
terapeuta è comunque in grado di modificare la propria strategia
sulla base delle risposte date dal paziente, fino a trovare quella
idonea a guidare la persona al cambiamento definitivo della propria situazione
problematiche.
La terapia
breve strategica è sempre più usata nei contesti
clinici, scolastici ed aziendali che negli ultimi anni sempre più spesso stanno richiedendo self-coaching interventi e attività atte al miglioramento personale.